Non esiste un rituale, una meditazione o un momento sacro che non sia accompagnato da un po' di fumo grazie all’utilizzo di resine o incensi. Che si tratti di una chiesa, di una capanna di sudore o semplicemente della propria stanza prima di iniziare una meditazione o un viaggio sciamanico, la fumigazione è sempre presente.
Dietro quello che oggi consideriamo un semplice gesto per profumare la stanza, si nasconde in realtà un antico rituale magico, una vera e propria trasmutazione alchemica. Attraverso il fuoco, la materia vegetale muore per rinascere sotto forma di fumo, liberando nell'etere lo spirito della pianta. Quando si accende un incenso si stanno mettendo in moto i quattro elementi: la Terra (la resina o l'erba), il Fuoco (la combustione), l'Aria (il fumo) e l'Acqua (che nella tradizione sciamanica è rappresentata dalla conchiglia di Abalone usata come supporto). Insieme, lavorano per una sola cosa: cambiare la frequenza vibrazionale dell’ambiente o delle persone.
La cosa a mio avviso molto interessante è che la scienza moderna dà totalmente ragione agli antichi sciamani. Quella sensazione di "pace immediata" che si prova non è una suggestione, ma pura biologia. L’olfatto è un senso incredibile, l'unico che abbiamo a bypassare il talamo. Significa che mentre la vista o l'udito vengono prima filtrati e analizzati dalla mente razionale, gli odori colpiscono dritti al cuore, senza filtri, arrivando in un millisecondo al nostro sistema limbico, la parte più antica e istintiva del cervello che gestisce emozioni e stati d'animo.
Lì dentro, il fumo dell'incenso attiva due “centraline”:
L’Amigdala: Il centro che gestisce la paura e l'ansia. L’aroma dell’incenso la spegne, dicendo al corpo: "Rilassati, sei al sicuro".
L’Ippocampo: La sede della memoria. Ecco perché certe resine ci catapultano all’istante in uno stato di "memoria ancestrale" o di profonda sacralità.
C'è di più: un team di scienziati (tra cui ricercatori della Johns Hopkins University) ha scoperto che inalando il fumo del vero incenso naturale si assorbe una molecola chiamata incensolo acetato. Questa sostanza attiva dei recettori nel cervello (i canali TRPV3) che funzionano come un potente antidepressivo e ansiolitico naturale, modificando l'umore e inducendo una calma profonda.
In pratica, il rituale rallenta le onde cerebrali: spegne le onde Beta (quelle dello stress e dei pensieri continui) e accende le onde Alpha (il rilassamento vigile) e Theta (lo stato di dormiveglia tipico della meditazione profonda, dell'ipnosi e dei viaggi sciamanici).
Nello sciamanesimo ogni pianta è un alleato con un carattere ben preciso. Ecco le più usate:
Salvia Bianca: È l’incenso sciamanico per eccellenza. La sua vibrazione è così forte che fa "tabula rasa": azzera qualsiasi energia circostante e ripulisce lo spazio in profondità.
Palo Santo: Questo legno sacro dell'America Meridionale è più dolce della salvia. Non solo pulisce le negatività, ma attira attivamente vibrazioni di amore, guarigione e abbondanza.
Copale: La resina sacra dei Maya e degli Aztechi. È perfetta quando ci si vuole connettere con “il divino”, aprire il terzo occhio o benedire un oggetto o una stanza.
Artemisia: La pianta della magia e degli sciamani europei. Se accesa prima di dormire favorisce i viaggi sciamanici, i sogni lucidi e la divinazione.
Olibano: L'incenso cerimoniale classico. Eleva l'intento, protegge la propria energia dagli attacchi esterni e collega direttamente alle energie sottili.
Se si desidera una fumigazione che funzioni davvero, occorre ricordare che non si può prescindere dall'Intenzione, ovvero anche in questi casi serve un “intento”, poiché è la propria forza di volontà che "programma" lo spirito della pianta. Ricordo che per lo sciamanesimo il Regno vegetale è amorale, ovvero neutro; quindi, ha bisogno di essere istruito con la nostra volontà.
Il rituale è semplicissimo, basta accendere il proprio smudge o la resina su un carboncino. Lasciare che la fiamma si spenga da sola, in modo che rimanga solo la brace che fuma. A quel punto, si direziona il fumo negli angoli della stanza (dove le energie pesanti tendono a ristagnare), attorno alle porte, alle finestre, o lasciandolo scorrere lungo il corpo, dalla testa ai piedi.
Visto che stiamo parlando di un lavoro energetico e spirituale, ci sono due regole d'oro da tenere a mente:
Lasciate perdere quei bastoncini economici da supermercato, pieni di colle sintetiche e benzene. Oltre ad avere una vibrazione bassissima, possono causare un gran mal di testa. Scegliere quindi erbe grezze, legni etici o resine in grani.
Se si usano piante come la Salvia Bianca o il Palo Santo, fare un piccolo pensiero di gratitudine verso le culture native americane e andine. Sono loro che hanno custodito queste medicine per millenni, ed è un nostro dovere onorarle e non trattarle come semplici "trend" commerciali.
Ora non resta che accendere il proprio incenso o resina, respirare e lasciare che il fumo faccia il suo lavoro. Buon viaggio!
Il fumo è il messaggero alato: cammina tra la terra e il cielo per unire il respiro dell'uomo al respiro del Grande Spirito”.
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