Dolcetto, scherzetto o... smembramento? La notte in cui il velo si fa fumo

Pubblicato il 31 ottobre 2026 alle ore 16:05

Per come siamo abituati a vederlo oggi, Halloween sembra più una baruffa commerciale tra zucche di plastica, costumi dell'ultimo minuto e bambini molesti a caccia di carie assortite, piuttosto che un momento di profonda spiritualità. L'uomo moderno ha preso una delle notti più sacre dell'anno e l'ha trasformata nell'ennesima scusa per consumare zuccheri e travestirsi da strega o da zombie.

Ma se provassimo per un attimo a spegnere le luci dei centri commerciali, a rallentare la giostra e a guardare questa festa con gli occhi della pratica sciamanica, scopriremmo che sotto lo strato di plastica c'è una medicina immensa.

Per i nostri antenati – e in particolare per la tradizione celtica che chiamava questa notte Samhain – questo momento non aveva nulla a che fare con la paura dei mostri, ma con una profonda e bellissima verità biologica e spirituale: l'inizio dell'autunno profondo e il passaggio verso l'Ombra. Era il loro Capodanno spirituale, il momento in cui ci si fermava perché il vecchio ciclo era concluso e quello nuovo doveva ancora nascere nel silenzio della terra.

In questo preciso periodo dell'anno, la terra si spoglia. Gli alberi lasciano cadere le foglie, la linfa scende verso le radici, il buio vince sul giorno e tutto sembra morire. Ma come sappiamo bene, nella natura nulla muore per sempre. La morte della foresta è solo il grembo necessario per la rinascita della primavera. C'è una dolcezza immensa in questo spogliarsi, un invito a fidarsi del buio.

Come dentro, così fuori: l'autunno della natura è l'autunno della nostra anima.

Dal punto di vista sciamanico, la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre è il momento in cui il velo tra il mondo ordinario e il mondo non ordinario si fa così sottile da diventare quasi fumo, proprio come quel filo leggero che sale dai nostri incensi. Le porte si schiudono, e le distanze si azzerano.

C'è un'altra medicina potente in questa notte, ed è legata alla nostra guarigione interiore. I costumi da mostri, scheletri e streghe che i bambini indossano per gioco sono, a livello inconscio, la rappresentazione delle nostre ombre personali: le nostre paure più grandi, i nostri sensi di colpa, i rancori non digeriti, i desideri di vendetta e giustizia e quel dolore antico che a volte preferiremmo nascondere pur di non sentirlo.

Invece di scappare da queste paure, lo sciamanesimo ci insegna a guardarle in faccia. Questa notte ci chiede il coraggio di osservare quello che è ormai bloccato nella nostra vita, lasciando che la natura faccia il suo lavoro e porti via il passato. Perché solo quando accettiamo di voltare pagina, possiamo finalmente smettere di avere paura e vivere con più leggerezza.

Sì, posso già immaginare i vostri pensieri: «Eh, come se non ci avessi già lavorato!» oppure «È una vita che ci lavoro su queste cose!». Vi capisco, perché a volte è anche il mio pensiero (e mi ritrovo pure io a sbuffare alzando gli occhi al cielo). Però, ogni volta che ci abbiamo messo le mani, abbiamo grattato via un pezzetto. Magari i risultati non sono stati quelli che speravamo, o sembra quasi che non sia cambiato nulla, ma ogni volta ci siamo avvicinati un po' di più alla nostra guarigione. Chissà che questa notte non sia proprio quella buona per dare l'ultima grattata e voltare pagina? Ma se anche così non fosse, questa sera vi avrà comunque aiutato a togliere un altro strato, portandovi sempre più vicini a voi stessi.

Quindi, cari viaggiatori, il mio invito per questa notte è di non limitarvi a guardare la superficie delle cose.

Prendetevi cinque minuti di silenzio sul balcone o nella vostra stanza. Accendete una candela alla finestra, lasciate che il fumo di una resina o di un incenso pulisca i vostri pensieri e, se sentite affiorare una vecchia tristezza o un pianto trattenuto, lasciatelo scorrere: quelle lacrime sono l'acqua che purifica il cuore e guarisce il nostro corpo.

Chiedete alla forza di questa notte di donarvi il coraggio e l'innocenza per guardare la vostra storia dall'alto, con compassione e senza giudizio. Salutiamo l'energia del ciclo che si che si chiude e prepariamo lo zaino per la nuova danza che sta per iniziare.

Un grande abbraccio,
Serena

 

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