Buongiorno, viaggiatori. Immagino che molti di voi, al termine delle vacanze al mare, siano tornati a casa con qualche conchiglia come souvenir. Sono tutte bellissime, ma ne conoscete davvero usi e costumi? Da tempo immemorabile accostiamo le conchiglie all'orecchio per ascoltare il rumore del mare, con l'eterno e ipnotico fluire e rifluire del suo respiro. Del resto, anche l'orecchio umano ricorda una conchiglia: raccoglie le vibrazioni dell'aria nella sua cavità esterna e le conduce, trasformate in suono, attraverso i passaggi spiraliformi dell'orecchio interno. Una somiglianza che evoca, simbolicamente, l'idea di un ascolto interiore.
Questo gesto è quasi innato, istintivo. Nello sciamanesimo, infatti, le conchiglie non richiamano soltanto il mare, la Luna, le maree, il respiro e l’ascolto interiore: sono veri e propri strumenti di potere e conoscenza. Quando incontriamo una conchiglia, ci troviamo davanti a un simbolo antico. Fermiamoci quindi ad ascoltarne la voce e ad ammirarne le forme. Nel farlo, possiamo riflettere sulla sua struttura, dura all’esterno e morbida all’interno: una metafora delle emozioni del cuore, della vulnerabilità in amore e del luogo in cui custodire i propri sentimenti finché non ci si sente pronti e sicuri di rivelarli.
Vediamo ora quali sono le conchiglie più comuni, come venivano utilizzate in passato e come possono essere impiegate ancora oggi, sia da chi conosce la pratica sciamanica sia da chi desidera semplicemente avvicinarsi a questo mondo.
Cominciamo dalla conchiglia di Abalone, spesso chiamata orecchia di mare. È un oggetto sacro utilizzato principalmente come braciere rituale per la purificazione, o smudging. Viene impiegata come contenitore per bruciare erbe sacre, quali salvia bianca, cedro o palo santo, con lo scopo di purificare sé stessi, gli altri e gli ambienti, oppure prima di iniziare una cerimonia. In questo semplice gesto vengono richiamati i quattro elementi primordiali dell’universo, presenti anche nella Ruota di Medicina: l’Acqua, rappresentata dalla conchiglia stessa, nata e cresciuta nell’oceano; la Terra, rappresentata dalle erbe sacre o dalle resine bruciate; il Fuoco, che accende le erbe e genera la brace; e l’Aria, evocata dal fumo che si sprigiona. Inoltre, la madreperla interna, con i suoi riflessi iridescenti, è considerata uno scudo spirituale in grado di trasformare le energie negative in vibrazioni positive.
Una funzione analoga può essere attribuita alla conchiglia di San Giacomo, detta anche pettine di mare: è la conchiglia della capasanta e risulta più facile da reperire rispetto a quella di Abalone.
Alcune conchiglie vengono inoltre utilizzate come strumenti musicali e si possono trovare con il nome di Tofa, Brogna o Corru Marino, al pari del più noto tamburo sciamanico. Il loro suono è impiegato soprattutto per aprire e chiudere cerimonie sacre, avviare un dialogo con la Realtà Non Ordinaria o, più semplicemente, elevare la vibrazione delle persone e dell’ambiente.
Molti lignaggi sciamanici che avevano accesso ai doni del mare utilizzavano una manciata di piccole conchiglie per pratiche divinatorie. Dopo aver posto una domanda agli Spiriti della Natura, lo sciamano lanciava in aria le conchiglie che teneva tra le mani. Il responso veniva interpretato osservando la disposizione che assumevano sul terreno. Questa forma di divinazione è tuttora diffusa in Africa e Sud America. Per questo utilizzo occorre una conoscenza particolare per interpretarne la lettura.
Se tra le conchiglie che avete in casa c’è un Nautilus, sappiate di avere tra le mani un fossile vivente: la sua struttura è rimasta pressoché identica per 45 milioni di anni. Il Nautilus costruisce la propria conchiglia aggiungendo nuove camere man mano che cresce, senza abbandonare quelle precedenti, che restano collegate tra loro. Nello sciamanesimo, questa caratteristica richiama il viaggio dell’anima e simboleggia la necessità di non ristagnare, ma di superare i propri limiti. Poiché la sua crescita segue una spirale logaritmica, o spirale aurea, questa conchiglia è considerata un microcosmo che riflette l’ordine dell’universo. Viene impiegata nelle meditazioni e nei viaggi sciamanici per riallineare le energie e portare equilibrio, armonia e pace mentale negli ambienti caotici. È inoltre ritenuta un amuleto protettivo contro le energie dissonanti: secondo il Feng Shui, collocata in casa attira prosperità, favorisce il rinnovamento e purifica l’energia stagnante.
Strette parenti del Nautilus sono le ammoniti che, essendo molto più antiche, estinte e caratterizzate da peculiarità uniche, meritano un articolo dedicato.
Molto comuni nelle case, ma altrettanto sottovalutate, sono le Cipree. La loro fessura richiama esplicitamente l’organo genitale femminile e, per questo, rappresentano per eccellenza il simbolo della fertilità, intesa anche come abbondanza. Per secoli sono state utilizzate come vere e proprie monete di scambio in Africa e in Asia: da qui la loro associazione con l’archetipo della ricchezza. Nello sciamanesimo, nella magia popolare, dall’antico Egitto alla tradizione sarda di Su Nudeu, vengono utilizzate come amuleti-scudo: respingono l’invidia, contrastano i malefici e assorbono le vibrazioni negative.
C’è poi la lumaca della Luna, la cui struttura ripropone i simboli del cerchio e della spirale. Utilizzata come talismano nelle sepolture celtiche, è tradizionalmente associata ai momenti di passaggio. Secondo la leggenda, insegna ad affrontare le turbolenze della vita e a muoversi senza perdere di vista ciò che ci circonda. Inoltre, può aiutare a trovare risposte a domande importanti, soprattutto quando ci sentiamo smarriti o in difficoltà.
Vi trovate in un momento della vita in cui occorre trovare la via d’uscita da una situazione e sbloccare anche abilità psichiche o divinatorie? Il mare ci dona la Patella. Posizionata nel proprio altare (meglio rivolta a sud) ci conferisce saggezza e lucidità per trovare una soluzione.
Tra le mie preferite c’è la Cyrtopleura Costata (Ala d’Angelo). Quando aperta le due valve, sembrano proprio le ali di un angelo. È adatta a rituali riguardanti equilibrio, determinazione, energia e consigli angelici o per viaggiare nel Mondo di Sopra.
Tra le conchiglie più utilizzate per proteggere la propria energia c’è l’occhio di Santa Lucia: un opercolo calcareo, la “porticina” con cui il mollusco Bolma rugosa chiude la propria conchiglia. Nella tradizione sciamanica e non solo, è considerato un potente amuleto protettivo e portafortuna. In genere viene posizionato sull’ombelico e fissato con un cerotto quando si devono affrontare situazioni, persone o luoghi particolarmente negativi e/o vampirizzanti.
Come potete vedere, questi doni del mare sono preziosi alleati per proteggere il proprio spazio, praticare la divinazione, attirare la buona sorte e arricchire i propri rituali. Possono essere usati come strumenti sacri, per bruciare resine e incensi e in molti altri modi. Per chi pratica lo sciamanesimo, sono inoltre perfette per rappresentare il Sud.
Le conchiglie, dunque, non sono semplici soprammobili, ma autentici doni di Madre Natura: messaggi e strumenti per meditare, viaggiare interiormente, impreziosire il proprio altare o la propria Ruota di Medicina. Se ne avete qualcuna in casa, provate a osservarla sotto questa nuova luce.
Osserva un bambino che raccoglie conchiglie sulla spiaggia: è più felice dell’uomo più ricco del mondo. Qual è il suo segreto? Quel segreto è anche il mio. Il bambino vive nel momento presente, si gode il sole, l’aria salmastra della spiaggia, la meravigliosa distesa di sabbia. È qui e ora. Non pensa al passato, non pensa al futuro. E qualsiasi cosa fa, la fa con totalità, intensamente; ne è così assorbito da scordare ogni altra cosa
(Osho)
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